AteneGrecia

Acropoli

15/08/2018

Prima di partire per le vacanze abbiamo cercato on-line i tickets per l’Acropoli ma non siamo riuscite a trovare nulla. Ora, davanti ai cancelli d’accesso, leggiamo che il sito per l’acquisto on-line dei biglietti è: https://etickets.tap.gr. L’entrata costa 20€ a persona. 

Entriamo e cominciamo a salire. Il sito è bellissimo e le parole per descriverlo sono poche e sicuramente non rendono bene l’idea. Abbiamo fatto tante foto che potrete vedere nella galleria delle immagini.

Il giro dell’Acropoli può iniziare dal lato sud o da quello nord (unici accessi al sito archeologico). Noi entriamo dal lato sud e camminiamo verso l’Odeo di Erode Attico. E’ chiuso. Lo vediamo dall’alto, non è molto grande ma sembra ben tenuto e, inoltre, ci sono le attrezzature (luci e palco) che dimostrano che ancor oggi viene utilizzato per manifestazioni di tipo teatrale. 

Proseguiamo il sentiero che porta all’entrata dell’Acropoli con a destra il tempio di Atena. Saliamo sulla scalinata in marmo lucido e splendente che precede l’accesso vero e proprio all’Acropoli e arriviamo al Partenone (in restauro). Giriamo intorno al grande tempio per fotografare il lato senza impalcatura. Il sito è straordinario, grande e con resti di pietre e marmi ovunque.

Continuiamo a camminare fotografando tutto, pietre a terra, colonne cadute, piedistalli messi in fila, capitelli e resti di ogni genere. La cosa che più mi piace è l’antico tempio di Atena Poliàs e l’Eretteo con la loggia e le Cariatidi. 

In realtà tutto è stupefacente, ogni angolo è un motivo per fotografare, persino il panorama. Dall’alto dei 156m s.l.m. la vista su Atene arriva al mare da una parte e alle montagne dall’altra. Case bianche, tempi, teatri, giardini l’Agorà… senza parole…

Scendiamo verso est e giriamo intorno al monte. Passiamo sopra al teatro di Dionisio che è molto più grande dell’Odeo di Erode Attico. Arriviamo alla grotta di Aglaureion e proseguiamo per il Peripatos, percorso circolare intorno alla rocca, verso il santuario di Afrodite ed Eros. Raggiungiamo le pendici della collina dell’Areopago tra l’acropoli e l’Agorà. Per salire sulla collina dobbiamo uscire dall’accesso nord. 

La collina non è molto alta e non sarebbe pericoloso salire se non fosse per le rocce lisce e scivolose, bisogna fare molta attenzione! Da questa altura abbiamo fotografato l’Acropoli, l’Agorà e il tempio di Efesto. 

Osserviamo la scalinata di marmo davanti l’entrata dell’Acropoli e vediamo che si è riempita di turisti, soprattutto da coloro che provengono dalle navi da crociera, riconoscibili dall’adesivo che ognuno di loro ha attaccato alla maglia. 

Meno male siamo entrati presto! 

Comincia a fare parecchio caldo.

Scendiamo dalla collina e ci avviamo lungo la strada del rientro per andare al Museo dell’Acropoli. Lungo tutto il cammino ci sono reperti archeologici sistemati a terra in modo ordinato. Arriviamo al museo.

Sono le 12:00 circa. C’è una breve fila per entrare e l’accesso costa 5€ a persona. 

“La struttura architettonica contempera tre necessità fondamentali: garantire il contatto visivo con i Monumenti dell’Acropoli, consentire l’esposizione completa della decorazione scultorea in marmo del Partenone e assicurare la coesistenza dell’edificio con lo scavo archeologico presente nel livello sottostante.”

Infatti, l’ingresso esterno (coperto da una terrazza molto grande e moderna) alterna pavimentazione in cemento con grandi riquadri in vetro per far vedere i resti della città antica che si trova proprio sotto al museo e probabilmente in tutta la zona.

Un lato dell’ingresso, invece, è aperto e si vede perfettamente che ci sono ancora scavi archeologici, si vedono recinti di abitazioni, pozzi, canali di scolo, stradine… una città! 

“Il museo dell’Acropoli è stato progettato per ospitare i reperti venuti alla luce sulla rocca dell’Acropoli e alle sue pendici. Sorge nel distretto storico di “Makrighianni”, 300 metri a sud dell’Acropoli. All’interno della “Sala Partenone”, per accogliere integralmente il fregio del tempio è stato appositamente progettato un nucleo rettangolare di calcestruzzo, identico nelle dimensioni e nell’orientamento alla cella del Partenone.

Osservando il livello sottostante, il Museo sembra sospeso nell’aria grazie alla presenza di  oltre 100 pilastri di sostegno posti a formare un’imponente struttura di protezione intorno allo scavo archeologico.

Le unità espositive si sviluppano su tre livelli ai quali si aggiunge il livello sottostante, che ospita lo scavo archeologico. https://www.theacropolismuseum.gr

Abbiamo visitato il museo in tutti i suoi livelli, tranne lo scavo archeologico che è chiuso.

Usciamo dopo circa un’ora e mezza e andiamo di nuovo a Plaka. Ci fermiamo a prendere uno yogurt e una bella birra… fa caldo!

Nel frattempo leggiamo che al Parlamento ogni ora in punto c’è il cambio della guardia al milite ignoto e manca poco alle 14:00, così ci avviamo.

Per arrivare al Parlamento, a un centinaio di metri di distanza, passiamo davanti ai resti del tempio di Zeus. 

“Il tempio era costruito in marmo pentelico e misurava 108 metri in lunghezza e 41 in larghezza. Consisteva in 104 colonne corinzie, ognuna alta 17 metri. Solo 15 di queste colonne rimangono tuttora in piedi. La sedicesima colonna venne colpita da un fulmine durante un temporale nel 1852 e cadde sull’antica pavimentazione del tempio, dove è stata lasciata. Dell’imponente tempio rimangono, oltre alle colonne, il crepidoma e alcune porzioni dell’architrave tripartito. Wikipedia

Arriviamo davanti al Parlamento e già ci sono alcune persone in attesa. Aspettiamo anche noi. I due militari “Euzoni”, in uniforme tradizionale, stanno immobili ognuno a fianco del proprio casotto di riparo bianco e azzurro. Un altro soldato, vestito con la mimetica militare classica, passa da una guardia all’altra per asciugarli dal sudore con un fazzoletto e soffia loro il viso per rinfrescarli. Sistema la loro uniforme e il fez rosso con una nappa nera di seta, aggiusta la posizione dei fucili che hanno in mano e ci avvisa che dobbiamo dividerci in due file per far passare gli Euzoni che daranno il cambio e che sono in arrivo dalla strada principale.

Euzoni
Cambio della guardia

Lo spettacolo del cambio della guardia è molto insolito, una cerimonia che non ho mai visto. Le guardie camminano e sbattono al suolo i loro zoccoli tradizionali dando l’impressione del movimento dei cavalli. Il cerimoniale dura quasi 20 minuti ed è molto bello e particolare. Sicuramente da non perdere!

Affamati ce ne andiamo appena finisce “lo spettacolo”. Ci fermiamo davanti ad un ristorante “Marco Aspro Alogo” molto piccolo con tre tavolini sul ballatoio dell’entrata e dall’aspetto poco invitante. Abbiamo dato un’occhiata ai prezzi e presi dai morsi della fame ci accomodiamo.

Ordiniamo gamberi alla griglia, agnello (che è piaciuto molto), insalata e polpo. Birra e acqua, il tutto per 50€! Ci offre anche il cicchetto, un dolcino tipico e una bottiglietta d’acqua ad ognuno di noi, GRATIS!

A dispetto della prima impressione usciamo dal ristorante contenti e rifocillati, ce ne andiamo a L’Agorà, quella che, nell’antichità, fu la piazza principale di Atene. 

Il parco comprende una lunga struttura bianca con colonne su tre file, nell’area proprio di fronte alla struttura un giardino con tre statue, marmi e resti archeologici. Più avanti un sentiero che sale su una piccola altura dove c’è il tempio di Efesto.

Passeggiamo nell’area esterna e poi entriamo nella struttura bianca con le colonne. Saliamo al piano superiore dove ci sono busti di vari dei e personaggi dell’epoca e riproduzioni in scala dell’evoluzione nel tempo dell’Agorà e dell’Acropoli.

Finito il giro decidiamo di rientrare per rinfrescarci e riposare prima della cena. Abbiamo fatto almeno 15 km sotto al sole e siamo stanchi, ma abbiamo cercato di ottimizzare questa unica giornata ad Atene perché domani si parte. C’è molto da vedere ancora e la promessa è quella di tornare con più giorni a disposizione.

Riposati e rinfrescati ci avviamo alla ricerca di un posto dove cenare. 

Plaka è affollatissima! Ci sono così tante persone che non riusciamo a trovare posto nei ristoranti. Allora ci infiliamo per le vie interne e finalmente troviamo “Estia Tavern” un ristorante con tavoli all’aperto e non così pieno di gente. Dal menù i prezzi sembrano buoni. Abbiamo mangiato un’orata e un salmone alla griglia, un calamaro fritto (durissimo), una grigliata di carne, insalata, 4 birre e acqua. Speso 80€.

Finito di cenare facciamo un ultimo giro a Plaka per poi rientrare e andare a nanna.

Buona notte Grecia!

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