Undicesimo giorno

Stamattina partiamo presto per Agra, che si trova in un’altra regione, il Uttar Pradesh.

strada
mucche in strada

È molto più popolosa del Rajasthan, ed è anche molto più arretrata, sporca, caotica e pericolosa. Un’alta percentuale di tutti i reati commessi in India proviene da questa regione. L’alfabetizzazione delle donne è intorno al 50%, più bassa che in altre parti, e anche la considerazione delle donne è inferiore, infatti la stragrande maggioranza degli stupri e uccisioni di donne avviene qui.

La considerazione sociale delle donne in India è controversa, legalmente c’è la parità, ma per come è strutturata la società in base a religione e usi, sono ritenute un problema.

In India ci sono più uomini che donne, e questo perché fino all’inizio degli anni 2000, se il feto era femmina la madre veniva fatta abortire. Ora non è più consentito a un medico far conoscere il sesso del nascituro ai genitori, pena il carcere, e non è più consentito partorire in casa, è obbligatorio farlo in ospedale proprio per evitare che le bambine possano essere uccise.

Avere una figlia femmina è un problema perché la tradizione vuole che dopo il matrimonio la moglie si trasferisca a vivere in casa della famiglia del marito e che non possa occuparsi più della sua famiglia di origine. Per cui se i genitori o i famigliari avessero bisogno di aiuto economico, non potrebbero avere alcuna assistenza, perché nè il marito nè i suoceri lo permetterebbero.

Ora nelle città questa usanza sta lentamente scemando, come la rigidità sui matrimoni combinati, ma nei villaggi queste sono regole ferree. Piano piano, nei grandi centri, gli sposi vivono per conto loro e c’è una certa apertura anche verso i matrimoni per amore e non stabiliti dalle famiglie, ma nella stragrande maggioranza dei casi ancora non è così.

Comunque, il viaggio verso Agra è piuttosto lungo, per cui decidiamo di fare qualche tappa di avvicinamento per stemperarlo un po’.

La prima è in un tempio hindù dedicato a Krishna, estremamente colorato e pieno di statue più o meno grandi delle varie divinità, con un interno molto semplice, con tre statue sui lati raffiguranti le sue manifestazioni.

Sempre lungo la strada, ci fermiamo al pozzo Chad Baori, costruito nel IX secolo e rimasto in uso fino a pochi decenni fa, è grandissimo e completamente scavato nel terreno fino alla profondità di 30 m., con scale incrociate sulle mura perimetrali, come in un quadro di Escher.

Era di acqua sorgiva e non piovana, e al suo interno conserva le vestigia dell’antico palazzo dove viveva il re con la famiglia e la corte. Semplicemente spettacolare!

Dopo esserci fermati i per il pranzo, facciamo un’altra tappa al Fatehpur Sikri, la città fantasma, palazzo reale costruito nel XVI sec. dal 3^ imperatore della dinastia moghul. La storia di questa costruzione è particolare: Akbar era un sovrano che ambiva alla pace, per questo aveva tre mogli, una musulmana, una cristiana e una indù, per affermare l’armonia tra le varie religioni e culture; così anche i suoi ministri erano ugualmente rappresentativi. Non riusciva, però, ad avere un figlio maschio per perpetuare la dinastia; si rivolse, quindi, a un santone che lo benedì consentendogli di concepirlo. Per la felicità, fece costruire questa imponente residenza in onore del figlio maschio, riservando alla moglie indù gli appartamenti più belli. Dopo pochi decenni, però i pozzi d’acqua si prosciugarono, e la residenza reale fu riportata ad Agra, alla Fortezza Rossa.

Verso l’imbrunire arriviamo finalmente ad Agra, detta la città dei matti, e infatti veniamo accolti da un caos infernale e da varie auto e motorini completamente in contromano sulle nostra corsia e a un certo punto pure un trattore nella nostra corsia di sorpasso.

Qua pure un vietnamita (o un napoletano) dovrebbe cedere lo scettro e riconoscere che hanno vinto. La città in effetti si presenta brutta e molto più sporca di quelle finora viste, ed è tutto dire!

L’hotel Radison Blu, in compenso, è bello, anche se non nuovissimo e comunque in ristrutturazione. Piscina in terrazza, palestra e spa, oltre a un ristorante all’altezza del 5^ stelle e camere confortevoli.

Domani sarà il grande giorno, il Taj Mahal ci aspetta. 

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