IndiaRajasthan

Bikaner

Terzo giorno

Lallgarh Palace
Hotel

Stamattina si parte per la seconda tappa, Bikaner, che a differenza di Mandawa che è poco più che un villaggio, è una città vera e propria.

Il primo tratto di strada è parecchio accidentato, sterrato e pieno di buche, per fare 25 km. fino alla provinciale ci mettiamo più di un’ora. Finalmente ci arriviamo e anche la nostra schiena ringrazia.

Man mano che procediamo verso ovest, il paesaggio si fa più brullo, ci lasciamo alle spalle il verde dei campi e degli alberi per andare incontro sempre più al deserto.

Dopo esserci fermati per il pranzo in un resort sulla strada, arriviamo a Bikaner, importante città in mezzo al deserto del Thar, che prende il nome da Rao Bika, che essendo il secondo figlio del re di Jodhpur e non potendo quindi succedere al padre, verso la fine del XV secolo decise di spostarsi in questa regione per poter diventare Maharaja.

Ci dirigiamo verso il nostro albergo, il Lallgarh Palace che è parte della residenza della famiglia reale di Bikaner, meraviglioso palazzo in arenaria rossa, con giardini, chiostri e discutibili trofei di caccia affissi alle pareti dei corridoi, purtroppo.

Subito dopo, andiamo a visitare il forte di Junagarh, con vari chiostri e terrazze splendidamente decorati e intarsiati e con gli appartamenti privati del re, delle sue mogli e delle concubine, anch’essi tutti affrescati e ornati da ori e specchi.

Al termine decidiamo di fare un giro nella pittoresca città vecchia e prendiamo il caratteristico tuctuc (nome onomatopeico che deriva dal rumore del motore di queste apette a tre ruote, tuctuctuc appunto).

A nostro rischio e pericolo, per come guidano questi particolarissimi tassisti!

La circolazione stradale qui funziona così: si arriva tutti insieme agli incroci, da ogni direzione, sempre suonando all’impazzata ovviamente, come in un incastro del tetris ci si sfiora, lisciandosi l’un l’altro di un millimetro, e poi questo groviglio magicamente si scioglie e ognuno prosegue per la sua strada senza che nulla sia accaduto. Se si supera l’impatto emotivo di vedersi continuamente spiaccicati, è ipnotico, sembra di stare in un videogioco.

Comunque, dopo aver rischiato una decina di incidenti con macchine, motorini, mucche e tuctuc, arriviamo al centro per fare un giro a piedi tra vicoli e bazar, ma appena scesi, ci rendiamo conto che il tempo sta rapidamente peggiorando e che novoloni neri si addensano all’orizzonte. Decidiamo, quindi, di rinunciare e risalire sull’apetta, giusto in tempo per evitare che una pioggia torrenziale si abbattesse su di noi.

Passiamo comunque per le strettissime stradine del bazar piene di gente e di motorette in uno slalom continuo entusiasmante!

Come Brahaman vuole, riusciamo anche stavolta a uscirne sani e salvi per tornare in albergo, dove ci concediamo una rilassante nuotata nella piscina al coperto con colonne e vetrate colorate.

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