Amman

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Amman

6 aprile 2018

Partenza da Roma alle h.22,30 con Alitalia e già iniziamo male. All’arrivo sull’aereo ci accorgiamo che la nostra prenotazione in classe business è una gigantesca “sola”: i posti sono esattamente come gli altri, salvo avere il poggiatesta di stoffa arancione anziché quella rossa dell’economy ed essere di prima e seconda fila. Punto!

Non c’è nemmeno il poggiapiedi, di allungare il sedile manco a parlarne.

Insomma, una cosa vergognosa e offensiva, nonché una truffa a tutti gli effetti.

Vabbè, ormai è andata così.

Arrivo ad Amman in orario, alle 3,00 di notte, ad aspettarci l’auto prenotata dall’Italia per non avere contrattempi, visto l’orario, e ci avviamo verso l’hotel. Ormai sono le 4,30, e stravolte di stanchezza, proviamo a dormire.

Ma…il muezzin ci chiama alla preghiera!

Quando si va in un paese arabo, la prima cosa da fare è accertarsi che l’hotel sia lontano il più possibile da una moschea. Noi non l’abbiamo fatto!

Dopo un paio d’ore di sofferto riposo, decidiamo di iniziare la nostra scoperta della città. Abbiamo deciso che la prima tappa sarebbe stati il teatro romano, distante 10′ a piedi dal nostro hotel e poi al Gallery Guest House, niente di che, però vicino alle poche cose che ci sono da vedere.

Tornando al nostro albergo, devo dire che la stanza lascia un po’ a desiderare, il bagno ha la tenda nella doccia e non c’è nè una mensola per appoggiare il beauty nè un gancio per attaccare l’unico asciugamano in dotazione. Inoltre la pulizia non viene effettuata giornalmente, e quindi, nel nostro caso, abbiamo usato lo stesso asciugamano per tre giorni.

Non proprio il massimo.

Altra cosa bizzarra è la colazione che, ordinata il giorno prima,  viene portata in camera. In compenso il letto è molto comodo, almeno quello!

Comunque, arriviamo al teatro romano ed entriamo esibendo la Jordan Card, che consigliamo vivamente di acquistare dall’Italia, dà infatti diritto all’ingresso in 40 siti su tutto il territorio, Petra compresa, oltre che, estremamente importante, al visto per la Giordania.

Il teatro è molto bello e ben conservato, certo, fagocitato ormai dalla città, in mezzo a palazzi di una bruttezza rara e costeggiato da un’arteria con il caotico traffico cittadino.

Purtroppo la nottata senza dormire si fa sentire e decidiamo di tornare in albergo per riposare un po’.

Verso il tardo pomeriggio usciamo per fare un giro per le strade e vedere i negozi. Poi ci fermiamo a cena in uno dei posti consigliati anche dalla Lonely Planet, che si trova proprio all’inizio della strada dell’albergo.

L’Hashem Restaurant è un posto frequentato da gente del luogo e questo è un buon segno. Mangiamo felafel, hummus, baba ghanouj (una crema di melanzane), una crema di fagioli che non ho capito come si chiama, pane arabo, un’insalata di pomodori. Tutto molto buono e anche il conto: 6 JD, meno di 7€.

Certo, una birretta ci sarebbe stata un gran bene!

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