Deserto

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Poi si è capito perché non avevamo visto le docce, avevamo dato per scontato che le due costruzioni fossero una delle donne e una degli uomini. Grande errore.

Una costruzione era dei bagni, 3 in comune donne e uomini, e l’altra delle docce, 3 in comune donne e uomini!

Assurdo per un campo che alla massima capienza poteva arrivare anche a 40 persone. Senza contare l’oggettivo disagio della frequentazione mista, è uno standard davvero troppo basso, se si vuole un minimo di privacy e anche d’igiene.

Lo abbiamo fatto notare al proprietario, persona molto cordiale e disponibile, il quale ha ammesso la carenza, giustificandosi con la recente apertura, solo 7 mesi di attività, e con l’intenzione di fare lavori di ampliamento a breve.

Anche perché il costo non è proprio trascurabile, considerando le tante alternative, 140 JD per il pernotto, cena, colazione ed escursione nel deserto di 8 ore con il pranzo al sacco, per due persone.

La cammellata di ieri era a parte, 50 JD, sempre per due persone.

La mattina, la colazione è scarsa,

per chi non ha l’abitudine di mangiare uova, verdure e affettati, vero che siamo pur sempre in una tenda nel deserto, ma qualcosina in più di dolce avrebbe fatto piacere.

Alle 9, come concordato, arriva la “jeep”, se così vogliamo dire, un vecchio Toyota col vano di carico adibito a trasporto passeggeri con due panche di ferro e il tendalino fatto con una coperta di pile annodata… e senza ammortizzatori!

Partiamo alla volta del deserto in una meravigliosa giornata di sole.

Iniziamo a prendere sentieri che mai e poi mai si riuscirebbe ad individuare da soli in quella vastità di sabbia, fermandoci nei punti di interesse, una grotta, un masso a forma di mushroom, un arco naturale alto venti metri.

DesertoE intorno montagne dai mille colori e dalle mille forme.

La morfologia di questa zona racconta di un fiume che ha scavato canyon e modellato la roccia.

La sabbia che cambia continuamente colore, gialla, rossa, verdenera.

Una bellissima escursione.

Abbiamo la schiena a pezzi ma ne è valsa la pena. Verso le 4,30 del pomeriggio, torniamo al paese ad aspettare l’auto che ci porterà a Petra. Non ci sono taxi all’uscita.

Fortunatamente abbiamo chiesto a Salman, il proprietario del campo, di farci trovare una macchina al ritorno, altrimenti avremmo avuto problemi.

Arriva in ritardo, alle 5,30, non è un taxi, probabilmente un parente o un amico, funziona così, si aiutano a vicenda. In macchina c’è anche il figlio di questo signore, di 10 anni, viene con noi.

Arriviamo a Petra,

chiedendo indicazioni alla gente per strada, perché ovviamente il nostro autista non sapeva dove andare, visto che nella vita non fa il tassista.

E comunque arriviamo in hotel, l’Esperienza Petra, trovato anche questo su Booking, 105 JD per 3 notti con la colazione.

La stanza è kitch a dir poco, moquette marrone, letto con le zampe che sembrano di un drago marrone, con la testata come una conchiglia, sempre marrone. Il bagno, in compenso, è spazioso e con una grande doccia, sempre marrone ma poco male, sembra tutto nuovo e pulito e questo è l’importante.

Inoltre, l’albegro di trova proprio all’inizio di una delle due strade che portano all’entrata del sito, 500 m. forse meno.

Comodissimo.

Avevamo letto che si poteva cenare con 10 JD a persona, e vista l’ora e la stanchezza, chiediamo di poter mangiare e il proprietario, gentilissimo e sorridente, ci fa accomodare.

Un pollo arrosto, riso bianco, hummus, due ciotole con insalate varie. Niente di che, ma buono, soprattutto con la fame!

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