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Gran Canaria – entroterra

16 Dicembre 2017

Questa giornata sarà dedicata alla scoperta dell’entroterra dell’isola, zona montuosa di rara bellezza, con canyon, laghi e picchi alti fino a 1800 m.

Partiamo da Las Palmas verso est per salire passando per Arucas, Teror, Valleseco, su una strada che si inerpica con tornanti serrati.

Si passa dal mare alla montagna in pochi chilometri, e si sente!

Il tempo peggiora rapidamente, stiamo entrando nelle nuvole e quasi non c’è più visibilità, la temperatura scende a 9°, l’atmosfera è surreale. Incontriamo più di un ciclista intrepido che spinge sui pedali su pendenze pazzesche, sono puntini colorati che appaiono all’improvviso dalla nebbia, molto pericoloso!

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Gran Canaria – sud

15 Dicembre 2017

Gran Canaria – verso il sud… la spiaggia

La mattina dopo, si parte per il sud, alla ricerca del sole.

Prendiamo l’autopista GC1, destinazione Maspalomas, località famosa per il deserto con le dune che arrivano alla spiaggia, una Swakopmund della Namibia in miniatura, ma comunque suggestivo.

Il cielo è terso e la temperatura finalmente degna di quest’isola, 27°, caldo ma non troppo, con una leggera brezza piacevolissima. E infatti, la spiaggia è piena di gente che prende il sole in costume (qualcuno pure nudo) ma soprattutto di gente che passeggia, fiumi di gente che cammina avanti e indietro, sulla sabbia della battigia di uno strano colore scuro.

Ci addentriamo nel deserto a ridosso della spiaggia e subito iniziamo a salire e scendere dune, alcune basse e facilmente superabili, altre più alte e impegnative, dove si affonda nella sabbia dove diventa fredda.

Proprio arrivata in cima ad una duna più alta delle altre, mi accorgo di non avere più in tasca il cellulare, deve essermi scivolato proprio per il maggiore impegno richiesto nella salita.

Panico e corsa all’indietro, finché non vedo dall’alto due ragazzi che si sbracciano con il mio cellulare in mano. Li raggiungo e vorrei giurargli gratitudine eterna, un monton de gracias, riesco a dire, con il cuore in gola per la corsa e per l’ansia accumulata.

Riprendo il cammino e arrivo in un punto dove tutt’intorno è sabbia, non si vede più il mare nè le costruzioni intorno, sembra davvero di essere immersi all’interno di un immenso deserto.

Davvero bello.

Tornando indietro, raggiungiamo il faro vicino Meloneras, la zona più esclusiva di Maspalomas, dove c’è un resort che pare Las Vegas, elegante, non kitsch, con parchi, laghetti e cascate, praticamente inavvicinabile, oltre a negozi chiccosissimi, anch’essi inavvicinabili.

Più abbordabili i tanti localini sotto al faro, bruttino per la verità, tutto grigio, ma altissimo e imponente.

Riprendiamo l’auto lasciata in un parcheggio a pagamento, d’obbligo quando non si hanno coperture per i danni.

Visto che si è fatta l’ora di pranzo, proseguiamo per Arguineguin, località poco distante e dove sappiamo esserci un ottimo ristorantino di pesce proprio al centro, alla fine del molo, la Cofradia de pescadores, dove mangiamo un polpo alla galiega tenerissimo e gamberetti all’aglio davvero insuperabili, frittura di pesce, calamari al mojo verde e grigliata di pesce alla plancia,

tutto freschissimo e buonissimo.

Non si sa come, dopo tutto questo cibo, ma proseguiamo il giro e arriviamo a Puerto de Mogan, altra cittadina turistica ma molto carina, con un sinuoso camminamento che costeggia il molo con barche a vela e yacht ormeggiati, negozietti e locali che si susseguono tra ponticelli e edifici bassi con giardini curatissimi adornati da piante di ogni tipo. Molto grazioso.

Poco distante, passiamo per Puerto Rico, luogo meno bello, decisamente, con colline devastate dalla cementificazione selvaggia, con una quantità di alberghi e residence impressionante, dove la necessità ricettiva deve essere stata sicuramente sovrastimata.

Dopo tanto raccapriccio, arriviamo ad Anfi del mar, altra località turistica con giganteschi alberghi, qualcuno decisamente bruttino, ma nel complesso gradevole, con la famosa isoletta a forma di cuore con giardini e piante molto curati.

Vicino una bella spiaggia con acqua bassa e calma, quindi forse anche meno fredda.

Prendiamo un gelato al Capriccio, gelateria italiana ma per turisti che non ne capiscono, e ci rimettiamo in marcia per tornare a Las Palmas.

Sono le sei e il sole comincia ora a tramontare.

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Canaria – il viaggio continua…

14 Dicembre 2017

Contrariamente alle previsioni, anche la mattina successiva ci sono nuvole nere e temperatura bassina.

Decido di non farmi abbattere, prendo la macchina e mi dirigo verso Agaete, a nord ovest dell’isola, e Puerto de las Nieves, dove una volta c’era il Dedo de Dios (Dito di Dio), una roccia nel mare, vicinissima alla costa quasi, a forma di mano con il dito indice alzato.

Una tempesta qualche anno fa ha spezzato il dito, e infatti in una casetta sulla spiaggia c’è un disegno della roccia prima del dito rotto e dopo.

Sulla strada del ritorno, mi fermo al faro di Sardina, a strisce bianche e rosse, imponente su una scogliera battuta da un vento tremendo che quasi non mi faceva aprire lo sportello dalla macchina.

Le onde sono alte dovuto al mare agitato.

Molto suggestivo.

Tornata a Las Palmas, è uscito anche il sole, finalmente, e allora mi dirigo lungo il Paseo de Las Canteras verso il presepe di sabbia, un percorso con sculture davvero belle che raffigurano varie scene della bibbia e del vangelo: la strage degli innocenti, l’esodo, l’annunciazione, la nascita di Gesù.

Proprio di fronte, tra i tanti ristoranti, ce n’è uno canario, il Gran Playa, cioè basico, per non dire ignorante, ma buonissimo! Tovagliette di carta, servizio cortese ma molto sbrigativo, piatti enormi quasi impossibili da finire per una persona sola.

Sul menù e scelgo una delle 3 proposte e… arriva una zuppa di pesce, davvero notevole, con a seguire 4 (quattro!) filetti di pesce panado servito con insalata con pomodori, carote, cipolla e tonno (che già da sola è una pietanza), e patate fritte.

Da farsi male!

E se hai coraggio ci sarebbe anche il postre (dolce), ma è per i più temerari! Birra alla spina grande e…udite udite…il conto è di 11€!

Ormai è quasi pomeriggio, il tempo è nuovamente peggiorato, e allora si torna a casa a riposare un po’.

La sera, nonostante il lauto pranzo, con gli amici decidiamo di non allontanarci dal quartiere e cenare in un ristorante venezuelano, La Criolla, dove servono delle fantastiche arepas, focacce di farina di mais fritte ma leggerissime con all’interno carne, pesce, vegetariane, con salse di ogni tipo, di una bontà indicibile, una tira l’altra e alla fine non sai più quante ne hai mangiate!

Una jarra (birra alla spina grande), che poi diventano due, gelata, col ghiaccio che piano sale in superficie, una vera chicca! E anche qui il conto fà sorridere, € 15, davvero impensabile in Italia.

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Las Palmas de Gran Canaria

12-13 Dicembre 2017

Destinazione Las Palmas di Gran Canaria, che sta a nord dell’isola, dove c’è il sole ma non tanto come al sud, c’è la temperatura mite ma non tanto come al sud.

E infatti all’arrivo trovo nuvole, vento teso e pure freddino.

Prendo la macchina a nolo prenotata da Roma, sempre attraverso la piattaforma rentalscar.com, miglior prezzo per un’auto di classe “a” €.48 per 6 gg., senza franchigie (speriamo bene!), e mi dirigo verso la città, zona Santa Catalina.

La zona non è niente di speciale, commerciale, hotel, palazzoni anche bruttini, molti adibiti a case vacanze, ma è in prossimità della famosa Playa de las Canteras, lunga 7 km., la seconda spiaggia cittadina più estesa del mondo, dopo Copacabana.

Secondo giorno

La mattina successiva decido di andare a fare un giro nei quartieri vecchi della città, Triana e Vegueta.

Dalla piazza centrale di Santa Catalina parte il bus 1, che porta direttamente nei pressi del Mercato coperto di Vegueta, una vecchia costruzione colorata quasi in riva al mare.

Da lì mi dirigo verso la Casa Museo di Colon, da visitare, dove soggiornava Cristoforo Colombo (Cristobal Colon gli spagnoli traducono anche i nomi!!!) durante la tappa dei suoi viaggi che passavano sempre per le Canarie, essendo a metà strada tra l’Europa e l’America, o le Indie, che dir si voglia.

All’interno, mappe, strumenti, caravelle in miniatura, documenti, e anche la ricostruzione della cabina del comandante della Santa Maria.

Il palazzo col suo chiostro, dove si trovano due pappagalli coloratissimi, è la vera bellezza.

Dà su una piazzetta con un pozzo anch’essa molto suggestiva. Molto vicino si trovano anche la cattedrale e il Municipio, decido di fare delle foto sulla piazza, dove ci sono statue di cani verdi, per poi tornare indietro verso Triana.

Il percorso è molto bello, con negozi e palazzi d’epoca, alcuni ben tenuti, altri in ristrutturazione e altri decisamente messi maluccio, ma questo dà un tocco decadente al quartiere.

Nel frattempo il tempo sta peggiorando, vento forte e nuvole minacciose. Faccio appena in tempo a risalire sul bus per tornare indietro, che si scatena un nubifragio. Dura dieci minuti ma ormai l’aria è cambiata, fà freddo.

Ma non c’era l’eterna primavera?!?

Vabbè, pensiamo a domani.

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