Terzo giorno

L’autista viene a prenderci alle 10 in hotel, pertenza per il Wadi Rum.

Arriviamo dopo 4 ore e mezza di autostrada, si fa per dire, perché fino allo svincolo per l’aeroporto, 30 km. circa, si viaggia su 3 corsie, poi iniziano i lavori di ampliamento, e si va a corsia unica, al massimo a due, per i successivi 260 km.

Comunque alle 2 e mezza arriviamo al centro visitatori, all’ingresso del Wadi Rum, e dopo aver fatto vidimare la Jordan Card, paghiamo l’autista, 100 JD, facciamo il cambio macchina e ci portano alla “casa” del nostro contatto.

Paghiamo anche lui per tutto il soggiorno completo, 140 JD compreso pernotto nel campo tendato, cena, colazione, escursione nel deserto domani di 8 ore con la jeep e pranzo, per due persone, prenotato direttamente su internet senza intermediari.

Paghiamo anche la cammellata che faremo subito per raggiungere il campo di due ore e mezza, accompagnate da Ali, per altri 50 JD, ma che fai,

ti fai mancare il cammello nel deserto?!?

Inoltre concordiamo anche il trasferimento di domani pomeriggio per raggiungere Petra, altri 35 JD, ma dopo l’esperienza di ieri, meglio non rischiare i contrattempi e andare sul sicuro.

Sbrigate tutte le formalità, finalmente saliamo sui nostri cammelli, Shagrà e Vuvù, almeno così ci è sembrato di capire.

Iniziamo la camminata nel silenzio assoluto, solo il vento ad accompagnarci e, ogni tanto, Ali che cercava di comunicare nel suo inglese di buona volontà.

Dopo un’oretta, già provate dalla scomodità, finalmente faccimao una sosta in prossimità di un’altura, sulla quale si saliva arrampicandosi su una duna di sabbia rossa, bellissima.

Con tutta la difficoltà del caso, finalmente arriviamo in cima, e lo spettacolo è bellissimo: il sole comincia a scendere e scalda i colori, la roccia e la sabbia diventano rosso intenso,

davvero meraviglioso!

Decido di scendere di corsa, perché è sempre divertente farlo, affondando i piedi nella morbida sabbia della duna. Ad aspettarci un tea caldo, come al solito, non può mancare.

Risaliamo sui cammelli e ci dirigiamo verso la prossima tappa, un piccolo canyon da percorrere per una trentina di metri, incastonato in una frattura della roccia, con dei graffiti sulle pareti, molto suggestivo.

Ultima risalita e arriviamo finalmente al campo.

La “stanza” è costituita da una tenda, foderata all’interno con della stoffa colorata, due letti singoli separati da uno sgabello, e una torcia d’emergenza. I bagni sono in comune, molto puliti, anche se non mi pare di aver visto docce. Vabbè, per una notte andrà così.

Avevamo inizialmente prenotato un altro campo, poco distante dall’entrata del Wadi Rum, aveva bungalow in muratura con bagno privato. Poi ci abbiamo ripensato, preferendo un’altra tipologia di soggiorno, più spartana ma sicuramente più vera, più vicina alla natura.

Questo, il Beyond Wadi Rum Camp, si trova quasi al centro del deserto, lontano da ogni forma di civilizzazione, la notte la luce sarà solo quella delle stelle…

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