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☀ Montreal – Quebec City

Giorno Quarto – 17 agosto

Il nuovo giorno si è presentato con un bel cielo terso e con un po’ di vento.

Ci siamo alzate presto fatto il caffè e organizzato le valigie. Il pensiero costante è stato quello di mangiare almeno un croissant prima di partire. Siamo scese al ristorante e abbiamo subito occupato il tavolo alto del giorno prima.

Come attirata da una calamita sono entrata nel ristorante, ho dato un’occhiata intorno per vedere se c’era la cinese di ieri mattina e quando l’ho vista ho fatto un sobbalzo… mannaggia… “croissant!”, ho pensato. Mi sono avvicinata timorosa al tavolo dei dolci e fortunatamente ce ne erano ancora! Sospiro di sollievo!

Dopo aver fatto colazione siamo risalite in camera e abbiamo finito di sistemare i bagagli. Poi con le valigie in mano e lo zaino in spalla siamo andate alla reception per pagare la stanza (due notti 249,42$CAD tasse incluse).

Uscite dalla porta d’ingresso dell’hotel, un giorno splendido, ho visto che in fondo alle scale ripide e strette dell’albergo, il giardiniere stava lavorando nel giardino. Quando stavamo per scendere gli scalini, lui li stava risalendo e ci siamo trovati faccia a faccia.

Credo abbia letto la supplica nel mio sguardo dagli gli occhi a pesce lesso che diceva: “Porta giù le valigie… s’il vous plait!!!” Senza dire nulla ha preso la mia valigia con una mano e quella di Chiara con l’altra e in un secondo era giù in strada mentre noi eravamo ancora a metà scale!

L’abbiamo ringraziato in tutte le lingue! Anche a gesti, nel caso non ci fossimo riuscite a farci capire… e ci siamo dirette alla fermata del 747 Express. Il giorno era ancora lungo!

Abbiamo ripercorso la stessa strada fatta qualche giorno prima, ma questa volta in discesa, meno faticoso. Da lontano avevo visto l’autobus e i passeggeri che stavano salendo quindi, abbiamo accelerato il passo per non perderlo.

Siamo riuscite a prendere l’autobus in tempo e dopo le mille fermate siamo arrivate al terminal degli arrivi dell’aeroporto alle 9:00 circa.

Per prima cosa abbiamo preso un carrello per trasportare tutti i bagagli senza fatica e poi ci siamo dirette al Car Rental seguendo le indicazioni dei cartelli della Thrifty, la compagnia di noleggio dell’auto prenotata. Si trova proprio nel palazzo dei parcheggi delle auto.

L’ufficio era vuoto non c’era alcuna fila… meglio!

Siamo state ricevute immediatamente dall’impiegato. E’ stato molto simpatico e disponibile.

Abbiamo scherzato sul calcio per via del mio cognome che a quanto pare è lo stesso di un buon giocatore del posto.

Dopo le varie procedure contrattuali e, vista la cordialità dell’impiegato ho chiesto, scherzando, la macchina migliore. Così è stato, ci ha dato la RAV 4, macchina splendida, cambio automatico, accessoriata di tutto tranne il navigatore, ma questo non è stato un problema, avevamo comprato una cartina stradale del Quebec.

Per il noleggio ci hanno chiesto una cauzione di 500,00$CAD che ci è stato devoluto alla fine del viaggio in auto e dopo aver constatato le condizioni dell’auto riconsegnata.

Il costo totale è stato di 559,65€, noleggio dell’auto per la durata di 8 giorni, chilometri illimitati e assicurazione “tutto compreso” della RENTALCARS.COM.

L’impiegato ci ha dato una cartina su cui ha disegnato il percorso da fare per uscire dal parcheggio e per rientrare la settimana dopo.

Poi, finalmente, ci ha indicato dove si trovava la macchina. Prima di firmare il contratto, abbiamo verificato le condizioni dell’auto.

La macchina era nuova e perfetta, qualche graffio che abbiamo segnalato tanto per essere pignole. Abbiamo anche controllato se fosse stato fatto il pieno di benzina come previsto dal contratto che alla fine abbiamo firmato.

Siamo partite per quello che noi consideravamo la vera e propria vacanza, il nostro obiettivo: il cuore del Canada francofono e soprattutto almeno un giorno con le balene!

In Italia, tra i documenti che abbiamo fatto per la vacanza come l’ETA (Electronic Travel Authorization, il permesso di soggiorno in Canada) e l’assicurazione in caso d’infortunio e malattia.

Ho richiesto anche la patente internazionale perché non eravamo sicure se sarebbe stata necessaria per guidare in Quebec.

Un giorno intero alla motorizzazione e alla fine non è stata necessaria!!!

Caricate le valigie in macchina, Chiara si è messa al volante mentre io, cartina alla mano, ho fatto da co-pilota.

Siamo uscite dall’aeroporto in direzione Quebec City. Come suggerito dall’impiegato della Thrifty, abbiamo preso la 40 Est una grande superstrada che per un lungo tratto è a tre corsie.

Anche qui abbiamo trovato sia i lavori in corso, sempre a causa del 150° anniversario d’indipendenza, che molto traffico.

File di enormi camion che in Italia uno solo avrebbe intasato la via Aurelia!

Abbiamo impiegato almeno un’ora per uscire dall’area metropolitana e ci siamo ritrovate su una strada a 2 corsie dritta, dritta, senza nemmeno una curva.

Il limite della velocità era 100Km/h e, seguendo le indicazioni di Gina, non l’abbiamo mai superato ma, in realtà, credo che siamo state le uniche a rispettare i limiti!

Durante il viaggio le uniche distrazioni, a parte i numerosissimi segnali di attenzione di possibile attraversamento di cervi, sono stati i laghetti d’acqua trasparente e distese di abeti.

Una cosa che ci ha incuriosito è stata la grande quantità di tralicci di cavi elettrici, erano ovunque ed erano enormi! In alcuni punti abbiamo costeggiato il fiume San Lorenzo e si vedevano barche e grandi yacht che navigavano in varie direzioni.

Verso mezzogiorno abbiamo deciso di fermarci per comprare qualcosa da mangiare.

Siamo uscite a Trois Rivières a 140 km da Montreal e 130 km da Quebec City.

Poco prima di arrivare al centro dell’abitato, abbiamo trovato un supermercato e ci siamo fermate.

Abbiamo comprato due insalate, un po’ di frutta, un paio sandwich e una confezione di 6 bottiglie d’acqua. L’intenzione era quella di tenerci leggere per non farci venire sonno durante il viaggio su quella strada sempre dritta!

Arrivate alla cassa e mentre stavano passando gli articoli, un ragazzo ha sistemato la spesa nelle buste e ho pensato che si trattava di una cortesia molto utile soprattutto quando le casse sono piene di gente.

Ci siamo rimesse in marcia per cercare un posticino dove ristorarci a Trois Rivières, magari sulla riva del fiume, ma non abbiamo trovato nulla dove parcheggiare in sicurezza. Così, abbiamo deciso di fare un giro al centro della città.

Trois Rivères è molto carina, anche qui c’è la propria chiesa di Notre-Dame con uno stile architettonico simile alle cattedrali francesi, ma più piccola.

Abbiamo lasciato il centro e ci siamo immesse in una strada che costeggiava il fiume e anche in questa zona abbiamo visto che le abitazioni erano villette colorate come a Niagara-on-the-Lake, con giardini avanti e dietro e un garage al lato.

Grandi macchine erano parcheggiate in modo ordinato di fronte alla propria porta.

L’accesso alle case era sempre preceduto da non meno di tre scalini con tettoia e le case erano tutte rialzate. In seguito ho capito che le ville in Canada hanno tutte questa caratteristica per proteggersi dalle grandi nevicate invernali che altrimenti bloccherebbero l’uscio.

Un’altra curiosità: ogni tanto proprio di fronte alle ville, nel proprio giardino prima del marciapiede, abbiamo visto dei mobili, in altri casi una vecchia auto o moto e anche una gabbia per uccelli di quelle sorrette da un palo di ferro. Davanti a “questa roba” un cartello con su scritto “SELL”.

Ma la cosa che più mi ha sorpreso è stata che non ho visto nessuno a controllare la “merce”! Fantastico! Chissà se hanno bisogno di qualche permesso del comune, della polizia o dell’azienda che gestisce la nettezza urbana la quale, ovviamente, funziona a meraviglia!

Non un pezzo di carta a terra, non un secchio di spazzatura, non una busta… beata civiltà!

Ogni cittadino, nel tardo pomeriggio, mette sul marciapiede di fronte alla propria casa il classico secchio alto e quadrato, che puntualmente la mattina dopo è già sparito e probabilmente rimesso all’interno della proprietà dal cittadino stesso.

Sarebbe stato bello trascorrere almeno un giorno qui!

Finalmente, lungo la strada abbiamo trovato un parco con pista ciclabile e zone da pic-nic con tavolini e sedili di legno. Sosta mangereccia! Ci siamo sgranchite un po’ le gambe e ci siamo rifocillate quel tanto per non far brontolare lo stomaco, ma neanche per addormentarci alla guida.

Abbiamo ripreso il cammino e di nuovo la 40 E verso Quebec City, saranno state le 14:00 circa.

Sempre i soliti cartelli “Ci sono grandi possibilità di attraversamento di cervi” ma non ne abbiamo visto neanche uno! Verso le 17:00 siamo arrivate alla periferia di Quebec C.

La strada era spesso deviata e ridotta a una corsia per i lavori in corso e siamo andate talmente piano che i cervi avrebbero potuto attraversare indisturbati…

Finalmente abbiamo letto l’uscita per L’Ancienne-Lorette, località dove si trovava l’Hotel Cofortel dove avevamo prenotato la stanza.

Siamo uscite sulla 540 N e dopo qualche chilometro siamo arrivate all’incrocio con la 138 O e siamo arrivate all’hotel.

Una struttura moderna e probabilmente anche abbastanza nuova. Abbiamo parcheggiato e prima di scaricare abbiamo voluto vedere la camera che ci avevano assegnato. Al primo piano con ascensore! Camera spaziosa con un bagno grande.

Ci è piaciuta. Siamo di nuovo scese al parcheggio e scaricato la macchina. Una volta aperte le valigie e sistemato la frutta in frigorifero, ci siamo fatte una bella doccia e siamo uscite per andare a vedere Quebec City al tramonto.

Quebec City è la più antica città del Nord America, il più antico insediamento europeo ed è l’unica che conserva ancora le mura di cinta.

Non è stato difficile raggiungere in città, la 138 E arrivava proprio in centro. Abbiamo deciso di fare prima un giro in macchina e poi cercare un parcheggio.

Ci siamo immesse sulla 175, una grande strada in salita che arriva a una rotonda con una fontana al centro (Fontaine de Tourny) e il palazzo del parlamento sulla destra. Un edificio molto bello ma purtroppo anche qui abbiamo trovato i lavori in corso… che disdetta!

Abbiamo proseguito per circa 10 metri fino a un semaforo dove la strada 175 terminava davanti alla Rue Saint-Louis. Sulla sinistra c’era un arco che sembrava essere una porta d’accesso alla cittadella. Abbiamo girato nella direzione dell’arco de Rue Saint-Louis.

Dopo pochi metri siamo arrivate in uno slargo con una piazza sulla sinistra, dove spiccava un monumento che poi abbiamo letto era de l’UNESCO e sulla destra c’era un altro arco.

Abbiamo alzato gli occhi e… meraviglia! Era il castello di Frontenac! L’arco che avevamo a destra era l’accesso alla “piazza d’armi” ovvero il parcheggio dei clienti di questo grandissimo albergo di 600 stanze su 18 piani.

Ovviamente non siamo potute entrare con la macchina quindi, una volta deciso che sarebbe stato il primo sito da vedere, abbiamo proseguito sulla Rue du Fort, una via in discesa che portava direttamente al porto sul fiume San Lorenzo.

Abbiamo girato sulla sinistra e costeggiato il fiume per cercare un parcheggio. Dopo vari tentativi andati a vuoto, ci siamo ritrovate in una zona, vicino al mercato del vecchio porto di Quebec, dove stavano celebrando il Festival della birra!

Era una piazza allestita con grandi gazebo sulla riva del fiume e tanta ma tanta gente… quindi di parcheggio non se ne parlava proprio lì.

In qualche modo abbiamo ripreso di nuovo la 175, la salita fatta precedentemente e, prima di arrivare alla grande rotonda, abbiamo visto che sulla sinistra c’era un parcheggio coperto (Stationnement D’youville – 4 Rue Dauphine, Ville de Québec) siamo andate li e finalmente abbiamo lasciato l’auto (costo 12,00$CAD 12 ore).

Era già buio quando ci siamo incamminate verso l’arco de Saint-Louis costeggiando le mura di cinta.

Arrivate alla Fontaine de Tourny abbiamo attraversato la strada per andare a vedere il palazzo del parlamento, ovviamente chiuso e con i cancelli coperti da teli per celare i lavori. Dopo qualche foto, siamo andate sulla Rue Saint-Louis e abbiamo attraversato l’arco.

Come nel giro fatto poco prima in macchina, la strada brulicava di turisti come noi; qualcuno stava facendo la fila davanti a ristoranti nel cui menù spiccava il piatto principale del Quebec: le Poutine (bocconcini di formaggio di latte cagliato fresco del Quebec su un letto di patatine fritte, il tutto ricoperto con la salsa a base di carne).

Abbiamo camminato fino ad arrivare all’entrata del castello di Frontenac. Abbiamo oltrepassato l’arco e siamo entrate nel parcheggio della clientela dell’albergo. Ci saranno state una decina di auto di lusso.

Davanti la porta dell’hotel c’era l’usciere con tanto di cilindro in testa, pronto ad aprire gli sportelli delle auto dei clienti in arrivo.

Anche qui abbiamo fatto qualche fotografia e poi siamo uscite per andare a vedere il panorama dal belvedere dove al centro del grande terrazzo c’era il monumento dedicato a Samuel De Champlain, esploratore, cartografo, scrittore francese e fondatore della città di Quebec.

Non siamo riuscite ad arrivare al parapetto del “belvedere” perché siamo state rapite dal fragore della gente radunata intorno ad un giocoliere molto simpatico che stava coinvolgendo il pubblico durante la sua esibizione.

Ci siamo divertite molto ma… abbiamo anche cominciato a sentire un languorino allo stomaco.

Dopo aver assistito per una decina di minuti allo spettacolo del menestrello, siamo andate a cercare un posto dove cenare con una buona birra.

Come al solito non siamo riuscite subito nell’intento, in parte dovuto alle lunghe liste d’attesa davanti ai ristoranti e in parte perché non siamo state ispirate dagli odori.

Alla fine abbiamo trovato il “Pub Europeo” con tavoli disponibili. L’arredamento era in legno scuro e ricordava i pub inglesi, anche se sembrava più un ristorante che un pub. Io ho ordinato le cozze e Chiara il salmone con verdure e le due solite birre.

La scelta è senza infamia e senza lode… ma abbiamo cenato e pagato 92,61$CAD caro, anche se la zona era molto turistica. Siamo uscite e siamo andate a fare una passeggiata passando davanti alla Basilique-Cathédrale Notre-Dame de Québec, in rigoroso stile francese, e quindi ritornate alla piazza con il monumento dell’Unesco.

Il giorno era finito ed era, oramai, buio e abbiamo passeggiato e scattato fotografie al castello illuminato da luci di bianche, azzurre e rosse.

Siamo andate a vedere il panorama dal parapetto del belvedere.

Si vedeva la città dall’alto, le vie piene di turisti e il porto con una grande nave contornata da lampadine che riflettevano la luce sul fiume. Una vista mozzafiato! L’aria era fresca e si era fatto tardi. Ci sentivamo stanche e quindi abbiamo deciso di riprendere la macchina e rientrare in albergo… facile a dirsi…

Uscite dal parcheggio abbiamo ripercorso di nuovo la Rue Saint-Louis, passate sotto al castello di Frontenac, arrivate al porto vecchio e infine abbiamo preso la 138 ma non mi ero accorta che era la 138 E non la 138 O ovvero stavamo andando nella direzione contraria all’albergo!

Ce ne siamo accorte dopo almeno 20 km e per tornare indietro è stata un’impresa! Ci siamo perse in una zona commerciale che somigliava a quella vicina all’albergo… il giorno successivo ci siamo rese conto che questi poligoni commerciali sono tutti uguali. Insomma, per farla breve, abbiamo impiegato più di due ore per arrivare in albergo! Ma ci siamo arrivate.

Il primo giorno in auto è andata bene, la RAV 4 si è comportata in modo eccellente!

Cotte dalla stanchezza siamo crollate sul letto e addormentate in men che non si dica.

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