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☀ Niagara Falls – Niagara on the Lake – Toronto – Montreal

Secondo giorno – 15 agosto

Ci aspettava la strada del ritorno a Toronto.  

Ci siamo alzate alle 8:00 e fatto una buona colazione con frutta, succo d’arancia e tea. Dopo aver pagato le camere, Chiara ed io siamo andate a piedi a vedere le cascate, mentre Gina ci avrebbe raggiunto con la macchina.

Siamo andate sulla strada principale, la River Rd.,  abbiamo ammirato le cascate americane Bridal Veil Falls sulla riva di fronte a noi. Infine siamo arrivate alle cascate a ferro di cavallo canadesi. Sono splendide, maestose… si sentiva il rombo dell’acqua che si rovescia sul fiume!

River Rd. era desolata a parte qualche altro turista mattiniero. L’aria era fresca e il sole, appena sorto, era offuscato dalle nuvole d’umidità che si alzavano dall’impetuosa gittata della cascata… immensità d’acqua che scorre senza fine. Siamo rimaste incantate a guardare quel meraviglioso panorama.

Osservando le cascate ho cercato di imprimere nella mente quel momento e poi ho scattato le fotografie.

Quando è arrivata Gina ci ha proposto di andare in una cittadina molto caratteristica e molto carina distante pochi chilometri: Niagara-on-the-LakeAbbiamo preso la direzione nord di River Road che costeggia il fiume.

Pochi chilometri più avanti ci siamo fermate a comprare qualche souvenir al “Souvenir City Niagara Totem Pole & Woodcarving Parkain Market Place”, un grande negozio sulla strada molto turistico.

Fatta qualche spesuccia, ci siamo rimesse in macchina e abbiamo proseguito la nostra strada fino ad arrivare a destinazione. Il viaggio è stato breve, saranno stati meno di 20 km quasi totalmente immersi nella natura.

Ogni tanto qualche scoiattolo ha attraversato la strada correndo verso le rive del fiume.

Siamo passate davanti ad un grande circolo di golf, la strada costeggiava un lago che a prima vista mi è sembrato artificiale, abbiamo superato piccoli boschi, aree da pic-nic con vista fiume e, infine, interminabili filari di viti con al centro grandi cantine (alcune sembravano castelli) per la degustazione del vino.

Niagara-on-the-Lake è una piccola città che vale la pena visitare, luminosa, con case basse separate le une dalle altre da giardinetti stretti.

Abbiamo parcheggiato e siamo andate da Starbucks e, come nei film americani, sorseggiando il cappuccino con il classico bicchierone di cartoncino plastificato.

Abbiamo passeggiato lungo la Queen St. che è la strada principale di questa piccola cittadina, caratterizzata da villette colorate in stile europeo, con tetto spiovente.

La maggior parte sono adibite a negozi, bar e ristorantini con tavoli all’esterno e quasi tutte hanno una porta a vetri e una finestra che affacciano sulla strada.

Si accede a questi locali salendo due o tre gradini posti prima della porta a vetri, coperti da una tettoia rigorosamente dello stesso stile della casa; su ogni gradino quasi sempre è presente un vaso con piante e fiori colorati. 

Molto verde, ma siamo in Canada e non potrebbe essere altrimenti!

Riprendiamo la strada e, curiosa di assaggiare un vino canadese, ho chiesto a Gina se era possibile fermarci in una cantina di degustazione, avevo letto molto su questa zona ricca di vigne e cantine. Detto, fatto.

Ci ha portato al “Two Sisters Vineyards”, (John Street East), splendida tenuta di proprietà di due sorelle originarie di Pertosa (SA). Gina ha prenotato un tavolo per pranzare all’esterno.

Mentre aspettavamo che si liberasse il tavolo, siamo entrate nella sala di degustazione vini e il sommelier ci ha offerto due tipologie di Merlot che abbiamo appezzato entrambe. Non mi sarei mai aspettata un vino così buono in Canada.

Ancora una volta Gina ci ha fatto una sorpresa regalandoci due bottiglie del vino che avevamo degustato. Gina, oltre a farci da guida, ci ha anche viziato!!!

Qualche minuto dopo una cameriera ci ha accompagnato all’esterno della struttura sul terrazzo e, arrivate al nostro tavolo, siamo rimaste stupite dal panorama davanti ai nostri occhi.

File lunghissime di viti che arrivavano fino all’orizzonte, tutte in ordine, grappoli d’uva verdi che spuntavano sotto le foglie, la terra pulita e rigogliosa.

L’architettura della grande villa (cantina) mi ha ricordato i grandi casali toscani.

Abbiamo pranzato alle 12:00. Il menù che avevamo scelto prevedeva pizza, prosciutto, un ottimo formaggio al barolo e olive, bevuto un bicchiere di Merlot “Two Sisters”.

Inutile dire che Gina non ci ha permesso di pagare… ci siamo arrabbiate ma… non c’è stato niente da fare. E’ stata una pausa pranzo veramente rilassante, parlando del nostro viaggio e illustrando a Gina l’itinerario che abbiamo preparato dall’Italia.

Subito dopo, per paura di incontrare troppo traffico e soprattutto le interruzioni stradali dovute ai lavori, siamo risalite in macchina e ripartite per Toronto. 

Gina ci ha accompagnato direttamente in aeroporto.

Dall’Italia avevamo prenotato un volo Air Canada con partenza da Toronto alle 17:30 e arrivo a Montreal dopo un’ora circa.

Abbiamo salutato la nostra cara amica e abbiamo concordato l’appuntamento per il 26 agosto, il giorno del rientro dal nostro tour.

Una volta consegnate le valigie al check-in e passato i controlli, abbiamo raggiunto il gate per l’imbarco. Abbiamo avuto giusto qualche minuto per fare un giro ai duty free quando abbiamo sentito la chiamata del nostro volo al megafono.

L’aereo, sempre Air Canada, era l’enorme 737 come quello preso da Monaco per Toronto, solo più nuovo e moderno. Il tragitto è stato breve e dal finestrino ho visto che abbiamo sorvolato il fiume St Lawrence.

Siamo atterrate a Montreal all’orario previsto e, una volta recuperato le valigie, siamo andate al punto d’informazione turistica per chiedere dove si trova la fermata dell’autobus 747 Express che ci avrebbe portato al centro della città.

Il terminal non è così grande e il punto d’informazione lo abbiamo trovato a pochi metri dalla raccolta dei bagagli. Abbiamo preso la cartina della città con tutte le indicazioni sul percorso del 747 e sulle numerose fermate che avrebbe fatto.

La fermata dell’autobus non era distante dal terminal e vicino al punto d’informazione c’era la macchina automatica per fare i biglietti.

Mentre stavamo cercando di capire quale tipo di biglietto prendere, se giornaliero o quello della durata di tre giorni o quello per una settimana, si è avvicinato il responsabile del punto d’informazioni per aiutarci… e… meraviglia!!! Parlava italiano perfettamente!

Anche lui, come molti, era di origini italiane, precisamente calabresi.

Dopo aver fatto due conti ci ha consigliato il biglietto la cui validità durava tre giorni e il cui costo è stato di 18$CAD a persona, ma ci avrebbe permesso di prendere qualsiasi autobus e metropolitana durante la permanenza in città e anche di tornare in aeroporto il terzo giorno per ritirare l’auto noleggiata dall’Italia. 

Dopo una chiacchierata lo abbiamo salutato ringraziandolo per l’aiuto datoci.

Finalmente, dopo un’ora di autobus con mille fermate, siamo arrivate nei pressi dell”Hotel de Paris“ dove avevamo prenotato la camera. 

L’hotel è situato poco distante dal capolinea del 747 Express, ma il tratto di strada restante è stato tutto in salita!!! Abbiamo trascinato le valigie con fatica! L’edificio sta all’angolo tra la Rue Sherbrooke e Rue Saint-Andrè. E’ una struttura antica, stile francese, con una torre circolare e con la cupola appuntita.

Sotto la torre c’è un piccolo giardino circondato da oleandri fioriti con al centro una piccolissima vasca sostenuta da rocce e una fontana zampillante. Sulla destra c’è un ristorante con cucina tailandese.

Al centro c’è l’accesso all’hotel preceduto da una decina di scalini, ripidi e stretti! Quando li abbiamo visti ci siamo spaventate…!! Scalino dopo scalino siamo arrivate alla Reception con la lingua per terra!

Il ragazzo della reception, dopo aver verificato la prenotazione ha fatto il check-in e ci ha dato una camera che, fortunatamente era sullo stesso piano! Hotel semplice e la camera un po’ piccola ma accogliente.

Era tanta la fame che dopo aver sistemato le valigie, siamo subito uscite per andare a cenare.

Abbiamo fatto un giro ma, forse dovuto alla stanchezza e soprattutto all’ora tarda, non siamo state ispirate da alcun ristorante nei dintorni eccettuato il ristorante tailandese dello stesso albergo il “Pamika Brasserie Thai”.

Siamo rientrate in hotel e nonostante l’ora, circa le 22.00, ci hanno fatto accomodare. 

Un volta sedute abbiamo cercato di tradurre il menù parlando un mix di francese-inglese-spagnolo e italiano con un cameriere che non riusciva a capire la nostra provenienza ma, appena saputo che eravamo italiane è scappato in cucina!!!

Noi ci siamo guardate meravigliate!! Ma ecco che poco dopo è tornato accompagnato da una ragazza e ancora una volta abbiamo trovato l’aiuto italiano! Una ragazza di Milano che stava facendo l’aiuto cuoca lì! Simpaticissima e molto cordiale.

Ci ha consigliato due ottimi piatti di non ricordo più cosa (ero stanchissima) che abbiamo divorato con un paio di birre canadesi (quelle me le ricordo!).

Dopo due, ma proprio due chiacchiere, abbiamo pagato (82,08$CAD… un po’ caro…) e siamo andate a dormire.

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