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Tel Aviv – Gerusalemme

31 gennaio 2018 – Mercoledì

A novembre 2017, grazie Black Friday di Ryanair, abbiamo acquistato i biglietti aerei per Israele con l’intenzione di visitare Gerusalemme, il Mar Morto e per ultima Tel Aviv.  

In questo viaggio eravamo in 4: Marina, Anna Rita, Chiara e io.

Marina e Anna R. si sono occupate, praticamente, di tutto: dalla ricerca di B&B al noleggio dell’auto.

Partite da Roma Fiumicino alle 11:00 con volo Ryanair, siamo arrivate a Tel Aviv alle 15:30 circa (ora locale +1).

Avevamo letto che probabilmente i controlli all’aeroporto sarebbero stati lunghi e che sicuramente ci avrebbero fatto mille domande. Non è stato così. L’unica domanda che ci hanno fatto è stata se eravamo in Israele in vacanza o per lavoro, ovviamente in vacanza! 

Dopo i controlli siamo andate subito alla reception di CAL AUTO, la compagnia presso la quale abbiamo prenotato una macchina per l’intera settimana al costo di 307,08 € compreso il secondo conducente. Abbiamo firmato il contratto di noleggio e siamo andate al parcheggio per ritirare l’auto.

Da Roma avevamo richiesto una Ford Focus SW e quella ci hanno dato… ma di colore celeste pigiamino! Ridicola! Abbiamo provato a farcela cambiare… non ci siamo riuscite, quella era la nostra macchina per una settimana.

Senza perdere altro tempo, abbiamo caricato le valigie nel portabagagli e ci siamo messe in viaggio per Gerusalemme prendendo la super strada n. 1. Non siamo riuscite a vedere molto di Tel Aviv. L’aeroporto era in una zona periferica della città. 

La superstrada era molto ben tenuta, niente buche sull’asfalto, a tratti era a tre corsie e aveva i lampioni lungo tutto il tragitto.

Dopo circa 60 Km di superstrada e poco più di un’ora e mezza, siamo arrivate a Gerusalemme intorno alle 18:30. La città santa ci ha accolto con una grande luna piena che spuntava da dietro il monte degli Ulivi. Peccato che non abbiamo potuto fermarci per fotografare quel panorama mozzafiato perché eravamo alla ricerca del nostro aparthotel che poco dopo abbiamo trovato: il City Center Suites – Jerusalem (17, King Georges St.). Abbiamo parcheggiato alla buona e mentre le ragazze aspettavano in macchina, io sono entrata in hotel.

Alla reception, dopo aver confermato il nostro arrivo, ho chiesto dove potevamo trovare un parcheggio per l’auto. La ragazza mi ha dato una cartina della città e ha scritto sopra con una X il punto dove si trovava il parcheggio. Era distante più o meno un centinaio di metri. 

Nonostante il parcheggio fosse vicino all’aparthotel, abbiamo impiegato quasi un’ora per arrivarci; un po’ perché, ovviamente, non conoscevamo le vie e un po’ perché erano quasi tutte strade a senso unico e quindi, per un paio di volte abbiamo girato in tondo. Molti nomi delle strade, inoltre, si somigliano e basta sbagliare un apostrofo per mandare in tilt google maps che infatti continuava a farci sbagliare strada.

Finalmente dopo aver trovato il parcheggio, 170 shk. (poco più di 40 €.) per 3 giorni, abbiamo lasciato la macchina e siamo tornate in hotel, abbiamo preso possesso delle nostre camere, per altro molto spaziose e panoramiche. Poco dopo siamo uscite per comprare biscotti e yogurt per la colazione, abbiamo portato il tutto in stanza per poi uscire di nuovo e cercare un posto dove mangiare.

Abbiamo girato per la città “nuova” quasi due ore senza trovare nulla.

Mentre camminavamo, abbiamo incrociato, più volte, ragazzi con un mitra a tracolla. All’inizio eravamo un po’ preoccupate, poi abbiamo notato che erano tanti i ragazzi e le ragazze che avevano quest’arma con loro. E’ capitato di vederli anche nei pub, seduti a bere birra e sulle ginocchia avevano il mitra. Molto sconcertata avrei voluto chiedere loro perché portavano queste armi in luoghi pubblici.

Marina, nel frattempo, ha tirato fuori la Lonely Planet e ha trovato un posto dove andare a mangiare, il mercato di Machane Yehuda.

Siamo entrate in una delle varie vie lunghe e strette del mercato (chiamato anche souk) e abbiamo visto una notevole varietà di ristoranti, dal vegano all’etnico, dal tradizionale ai tapas bar spagnoli. C’era tutta una serie di proposte gastronomiche provenienti da tutto il mondo. Un pot-pourri d’immagini, suoni, sapori e profumi. C’erano anche alcuni banchi di pesce fresco.

Quando siamo arrivate era ancora presto e il vicolo era molto tranquillo, i locali erano ancora vuoti.

Non sapendo quale scegliere ci siamo fermate al Manou Bashouk. Anna R. e Marina avevano già provato la cucina libanese ed essendo loro due buongustaie, siamo entrate. La proprietaria del ristorante era una signora molto simpatica e cortese. Ci ha dato il menù e, in un inglese con la erre moscia, ci ha illustrato i vari piatti descrivendoli nei dettagli. Abbiamo preso melanzane affumicate, humus, polpette di carne, riso con i ceci e insalata. Abbiamo bevuto quattro birre e abbiamo speso 358 she (poco meno di 100€). La cucina libanese ci è piaciuta molto.

Quando siamo uscite dal Manou Bashouk il souk si era riempito, non riuscivamo a camminare tanto era pieno di gente! 

Abbiamo ripercorso la stretta via per arrivare lungo la strada principale che ci avrebbe riportato in hotel. 

Mentre stavamo camminando abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi e di ragazze che stavano davanti alla fermata dell’autobus. Ho colto l’occasione e, incuriosita dai mitra, mi sono fermata e ho chiesto loro perché avevano queste armi. Abbiamo iniziato a parlare in inglese quando un ragazzo ha cominciato a parlare spagnolo… gioia per le mie orecchie! Parlare senza sforzo!

Il ragazzo mi ha spiegato che i genitori erano argentini e per questo lui parlava spagnolo. Gli ho chiesto delle armi e mi ha spiegato che al 18° anno di età inizia la leva militare che dura per i ragazzi 2 anni e 8 mesi mentre per le ragazze “solamente” 2 anni. Ha continuato dicendo che il mitra lo devono portare sempre con loro, obbligatoriamente, ma che il caricatore con i proiettili non era inserito, lo avevano in tasca. Ci ha spiegato che sono molto orgogliosi di servire la patria e, come ha detto lui, fa parte del loro essere ebrei. Ha concluso dicendo che dopo la leva, se non scelgono di fare la carriera militare, dovranno sottoporsi ad una specie di “aggiornamento militare” di un mese ogni anno, fino al raggiungimento del 50° anno di età. Mi ha sorpreso questo loro amore per la patria!

Abbiamo fatto qualche foto insieme, li abbiamo salutati e ringraziati per “l’intervista” e siamo rientrate in hotel.
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