Gennaio 2019

El EscorialSpagna

El Escorial

casita del infante - San Lorenzo El EscorialEl Escorial

In questi giorni delle feste di Natale e fine anno abbiamo avuto un tempo eccezionale. Abbiamo approfittato delle giornate di sole e cielo terso per fare una gita a San Lorenzo El Escorial.

Anche in questo caso abbiamo preso il treno locale “Cercanias”

Situato nel cuore della Sierra de Guadarrama, a soli 50 chilometri da Madrid, San Lorenzo de El Escorial è una delle maggiori città d’interesse turistico e culturale della regione, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1984.

La stazione di El Escorial è nei pressi dell’entrata del parco che precede il monastero. In questo parco si trova la “Casita del Infante” (casa del principe) edificio costruito  tra il 1771 e il 1773 da Juan Villanueva (lo stesso che che costruì il museo del Prado a Madrid). 

La “Casita del Infante” è stata fatta costruire dal principe delle Asturie Gabriel di Borbone (figlio di Carlo III) futuro Carlo IV, con lo scopo utilizzarla come luogo di riposo nei periodi di caccia.

Dopo una lunga camminata in salita all’interno del parco arriviamo al maestoso e austero Palazzo Reale.

Facciamo i biglietti ed entriamo nel grande Patio de los Reyes (patio dei re). Il nome è stato dato per le sculture dei sei re di Israele che decorano la facciata principale della chiesa situata in fondo al patio. 

Un po’ di storia:

Filippo II, colpito dalla morte del padre Carlo I nel 1558 e con lo scopo di affermare la casa d’Austria in Spagna, ordinò di costruire il monastero (1562-1584), al fine di garantire l’eterna memoria della sua famiglia. 

Nello stesso spazio si incontrano: la chiesa, il palazzo con il suo pantheon reale e il monastero costruito in commemorazione della vittoria nella battaglia di San Quintíno contro le truppe francesi.

Questa battaglia ebbe luogo il 10 agosto, la festa di San Lorenzo, martire cristiano che morì su una graticola e, per questo motivo, fu deciso che la pianta dell’edificio avesse questa forma: di graticola.

Al 23 aprile 1563 si posò la prima pietra della costruzione sotto la guida di Juan Bautista di Toledo. Quando questi morì nel 1567, Juan de Herrera prese il suo posto lasciando l’impronta del particolare stile architettonico chiamato stile “herreriano” caratterizzato dalla preminenza della linea contro ogni abuso di elementi decorativi che potessero distrarre la contemplazione dell’edificio.

Il Palazzo

Il palazzo è di forma rettangolare. All’interno spiccano la Sala dei Borboni con soffitti pompeiani e arazzi spagnoli; la Sala delle Battaglie, una sala lunga 55 m con le pareti affrescate con scene di battaglie, tra le quali la battaglia di San Quintino; il Palazzo degli Austria, del secolo XVI; la Biblioteca Reale con libri in latino, in arabo, in ebraico e in altre lingue, anche se la peculiarità sta nel fatto che i libri sono chiusi in scaffali di legno con il dorso rivolto all’interno secondo la convinzione del tempo in cui si credeva che i libri erano così mantenuti in perfette condizioni.

La chiesa del Monastero

La Basilica è accessibile attraverso il Patio de los Reyes, chiamato così per le sei enormi statue che ne decorano la facciata. Rappresentano i re della Giudea: Iosaphad, Ezechia, Davide, Salomone, Iosias e Manasses.

Le statue sono state scolpite da Monegro e Sebastián Fernández ha creato gli scettri e le corone in bronzo dorato.

La grandiosa basilica occupa il centro dell’edificio. Ha una pianta a croce greca, con una grande cupola sul transetto. L’altare è un capolavoro di Juan de Herrera. Le volte sono state affrescate da Luca Giordano e Luca Cambiaso.

Di particolare interesse turistico è il Pantheon dei Re, una cripta ottagonale situata sotto l’altare maggiore della basilica, costruita da Juan Gomez de la Mora seguendo i piani di Giambattista Crescenzi (1617-1654). 

Uno degli elementi salienti del monastero è la sua Pinacoteca. Nelle sue sale sono esposte le immagini dei più prestigiosi pittori del XV, XVI e XVII secolo, quindi troviamo dipinti di Bosch, Dürer, Coxcie, Tiziano, Bassano, Luca Giordano, Tintoretto, Valdés Leal, Velazquez, Rubens e El Greco.

Oltre a questi edifici, il complesso del Monastero di San Lorenzo de El Escorial ha anche un convento.

Dopo la visita, durata almeno due ore, siamo andati a mangiare al ristorante “meson” La Cueva, nel paese sorto accanto al Monastero.

Si tratta di un’antica taverna costruita nel 1768 sotto il regno di Carlo III originariamente chiamata “Posada de las animas”.

Vi consigliamo di prenotare per tempo! La cucina è la tipica castigliana specializzata in “asados” (carne e pesce cotti al forno a legna).

 

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Alcalà de HenaresSpagna

Alcalà de Henares

UNA GITA FUORI PORTA

Abbiamo deciso di fare una gita fuori Madrid e siamo andati ad Alcalà de Henares con il treno locale “Cercanias”. Il viaggio è di circa 40 minuti e la distanza da Madrid è di 30 km approssimativamente.

Una volta scesi alla stazione di Alcalà ci siamo diretti al centro antico e siamo arrivati alla piazza Cervantes. Una piazza grande con i mercatini di Natale, giostre e uno spettacolo di grandi “marionette” che raffiguravano i re magi d’oriente.

La piazza è molto antica, con i portici da un lato e una chiesa principale in fondo.

Sopra il campanile della chiesa e sopra altre strutture c’erano molti nidi con le cicogne. 

La storia di Alcalá de Henares risale all’epoca pre-romana, sulle fertili rive del fiume Henares.

Nata come città romana, l’antica Complutum si è poi trasformata in una diocesi visigota e, in seguito, in città medievale nonché una delle più importanti città universitarie dell’Umanesimo e del Rinascimento europeo.

Durante il XVI e XVII secolo l’Università di Alcalá de Henares divenne uno dei principali centri umanistici del continente,

avendo come principali studenti i più importanti studiosi del secolo d’oro spagnolo. Inoltre, divenne la sede dei principali ordini religiosi dell’epoca. 

Durante quei secoli cammineranno per le sue strade, fonderanno conventi e monasteri, studieranno e insegneranno nelle loro aule i futuri grandi scrittori, poeti, drammaturghi, santi, vescovi e fondatori di grandi ordini, grandi politici, dottori: come Francisco de Quevedo, Lope de Vega, Santo Tomás de Villanueva, San Ignacio de Loyola, Santa Teresa di Ávila e molti altri.

Abbiamo proseguito la nostra passeggiata sulla calle Mayor, che è la strada principale nel centro della città e vanta, insieme alla sua età (risalente al XII secolo), il titolo di essere la strada con portici lungo il suo percorso più lungo in Spagna e secondo in Europa (dopo il portico di S. Luca di Bologna).

Lungo il suo percorso siamo arrivati davanti la casa natale di Miguel de Cervantes Saavedra autore di “L’ingegnoso Hidalgo Don Chisciotte della Mancia”, nato nel 1547.

La casa museo si può visitare gratuitamente e siamo entrati dopo una breve attesa.

La porta d’accesso dà sul patio quadrato, dal quale si accede a diverse stanze al pianterreno e a una scala che porta al piano superiore.

E’ stata un visita interessante anche perché abbiamo potuto ascoltare le interessanti spiegazioni di una guida che raccontava come era la vita ai tempi del giovane Cervantes.

Alcalá è anche il luogo di nascita di altri personaggi famosi come Caterina di Aragona, figlia di Isabella la Cattolica, che divenne regina d’Inghilterra e fu sposa di Enrico VIII.

Ancora, nacquero in questa città il principe Don Fernando, figlio dei re Giovanna I e Filippo I “El Hermoso” (il bello) di Castiglia, che in seguito sarà imperatore d’Austria. 

Nel 1998 Alcalá è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO riconoscendola come prima città universitaria del mondo.

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MadridSpagna

Madrid

NATALE A MADRID

La Spagna è la mia seconda terra e Madrid è la città che conosco meglio, ci ho vissuto per alcuni anni. Certo dal 2000, quando me ne sono andata, tante cose sono cambiate, ma Madrid conserva il suo fascino dove l’antico si affianca al moderno.

Mi trovo in un appartamento a Chamberi, un quartiere centrale ma non troppo. In 10 minuti a piedi si arriva al centro: Fuencarral, Gran Via, Puerta del Sol, Palazzo Reale, Plaza Mayor, Opera e le varie vie delle tapas come Malasaña o La Latina.

Insomma, non c’è bisogno della macchina per muoversi anche perché il centro è accessibile solo alle autovetture ibride (hanno il permesso di circolare per il centro per non più di due ore) o quelle elettriche, oltre agli autobus, ai taxi, alle auto Uber e Cabify (simile a Uber).

La Metro arriva ovunque e anche gli autobus sono comodi e puntuali. Ciò nonostante, a me piace camminare e questo è ciò che ho fatto e che sto facendo anche in questi giorni.

Durante il periodo natalizio Madrid si veste di luci colorate, alberi di Natale, ghirlande di ogni genere. Le strade sono affollate da turisti e madrileñi che si aggirano per negozi, nei grandi centri commerciali di El Corte Ingles e soprattutto nei bar de tapas!

Insieme alla mia famiglia vado in giro tutti i giorni.

Gli itinerari sono molti e in questa pagina parlerò di alcuni di loro.

Calle de Fuencarral – Una strada di attività commerciali che arriva fino alla Gran Via attraversando due quartieri centrali Chueca e Malasaña. Chueca è conosciuto come il quartiere gay di Madrid, famoso per i locali e il Mercado de Chueca (mercato al coperto dove convivono bar e punti gastronomici). Il “barrio” (quartiere) è eclettico, passeggiando in queste vie si respira un senso di libertà di tolleranza e di rispetto per il prossimo.

Malasaña è uno dei quartieri storici di Madrid dove si riuniscono residenti moderni e “underground”. In questo “barrio” è esploso il movimento culturale degli anni ’80 chiamato “Movida Madrileña”. Il suo nome è dovuto a Manuela Malasaña, eroina della rivolta del 2 maggio 1808. Manuela, una giovane di 17 anni, morì in queste strade per mano dei francesi perché collaborava con i rivoluzionari per difendere la sua città.  

La Latina – Da Fuencarral andiamo sulla Gran Via e da li arriviamo alla Puerta del Sol. Proseguiamo per l’Opera e il Palazzo Reale, costeggiamo il palazzo in direzione del viadotto de Segovia per arrivare finalmente al quartiere La Latina.

Questo “barrio” è uno dei più vecchi e carismatici di Madrid. Le sue strade conservano il tracciato di secoli fa e alcuni dei loro nomi (Porta Moros, Plaza de la Cebada, Calle de la Morería, Latina stessa) ci portano indietro nel passato nei tempi in cui questa zona era il vero centro della città.

Il nome del quartiere è dovuto alla signora Beatriz Galindo, umanista e precettrice della famiglia dei Re Cattolici chiamata la Latina perché era l’insegnante di latino della regina e delle sue figlie. A lei si deve la fondazione dell’ospedale di La Latina nel luogo in cui oggi si trova il Teatro La Latina.

Passeggiando per la Cava Baja (una via che porta verso la Plaza Mayor) ci sono molti ristoranti e bar de tapas dove si può apprezzare la vera cucina castellana.

Mercado de San Miguel – Situato nel centro della Madrid degli Austria, visitato da oltre 10 milioni di persone all’anno, dal 2009 il mercato di San Miguel è il tempio gastronomico della città. 30 postazioni fisse e 3 mobili offrono dal miglior prosciutto iberico ai freschissimi frutti di mare che arrivano ogni giorno dalla Galizia. Formaggi della Castiglia, delle Asturie e dei paesi Baschi. Vini doc provenienti da ogni angolo della Spagna.

Per vedere la città dall’alto ci sono varie possibilità, una delle più suggestive si trova sul tetto del Circolo de Bellas Artes. Punto di ritrovo per turisti e residenti locali, si possono passare momenti di relax bevendo comodamente qualcosa sulle sedie a sdraio, ammirando il panorama con la possibilità di scattare le migliori foto della giornata.

Per finire, ma solo perché non basterebbe un articolo, visitiamo un pizzico di antico Egitto a Madrid il Tempio di Debod.

Cosa ci fa un tempio dell’antico Egitto a Madrid?

E’ un tempio egizio della bassa Nubia, nella zona meridionale del paese, costruito intorno al 200 a.C. come tributo al dio Amon. La sua presenza in un luogo così lontano è dovuta all’aiuto che lo stato spagnolo ha dato all’Egitto negli anni ’50. Nel 1968 il tempio di Debod fu assegnato alla Spagna e, negli anni successivi, l’edificio fu “smontato”, trasferito qui a Madrid e ricostruito in questo spazio rispettando l’orientamento est-ovest originale. Nel 1972 è stato inaugurato e da allora aperto al pubblico.

Il viaggio continua…

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