Machu Picchu

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Machu Picchu il Santuario Inka

santuario machupicchu
Info Perù

Machu Picchu il santuario Inka

“Allora sulla scala della terra sono salito, tra gli atroci meandri delle selve perdute, fino a te, Machu Picchu. Alta città di pietra scalinata, dimora degli esseri che il terrestre non poté celare nelle vesti assonnate. In te, come due linee parallele, la culla del tempo e quella dell’uomo si dondolano in un vento di rovi…”

Pablo Neruda

Alle 5:00 ero già in piedi e stavo rispondendo a messaggi preoccupati dall’Italia perché era arrivata la notizia di un forte terremoto in Perù (8.3 gradi), ma del quale noi non ci eravamo accorte, in quanto l’epicentro era stato molto lontano.

Dopo aver tranquillizzato la famiglia e preparato lo zaino per l’escursione, sono scesa a fare colazione dove Anna mi stava aspettando.

Dopodiché siamo uscite subito e siamo andate a prendere il pullman che ci avrebbe portato a Machu Picchu il Santuario Inka. C’era la nebbia tuttavia l’autobus è partito presto.

Poi ha preso una strada fatta di tornanti che si inerpicavano in mezzo alla nebbia. Dal finestrino osservavamo un panorama di montagne coperte da alberi e piante intrecciati tra loro, che creavano un unico paesaggio verde.

Mano a mano che salivamo la nebbia si diradava e, a un certo punto, da lontano, abbiamo visto Machu Picchu il santuario Inka che faceva breccia tra la nebbia.

Ero emozionata, non riuscivo a respirare per non perdere un momento di quella visione… ero estasiata! In una parola è stato come toccare il cielo con un dito. Si era realizzato quel sogno che da tanto tempo aspettavo.
Machu Picchu santuario Inka

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Il pullman finalmente è arrivato a destinazione. Siamo scese e ci siamo dirette di corsa all’entrata. Noi avevamo due biglietti: uno per Waynapicchu e l’altro per le rovine di Machu Picchu il Santuario Inka.

Alla biglietteria ci hanno informato che una volta ridiscese da Waynapicchu dovevamo passare comunque di nuovo da lì per entrare con gli altri biglietti.

Machu Picchu santuario InkaOltrepassato i cancelli abbiamo seguito le indicazioni per Waynapicchu che d’altra parte indicava un sentiero in salita.

Il cammino attraversava la parte bassa del santuario tra rocce e grandi spazi verdi.

Durante il tragitto abbiamo potuto vedere Machu Picchu il Santuario Inka senza turisti, in un silenzio interrotto solo dagli uccelli che volavano a bassa quota.

Eravamo circondate da vari toni di verde, in particolare quello chiaro dei prati, nonché quello scuro degli alberi delle montagne e il verde della selva, con un tono né troppo scuro né troppo chiaro… tutto era verde, a parte le rocce e le pietre degli edifici inka che esaltavano ancora di più quel colore smeraldo che ci avvolgeva.

Siamo arrivate davanti ad altri cancelli chiusi… aprivano alle 7:00 ed era ancora presto. Ci siamo messe in fila ma non eravamo più di dieci persone ancora.

Finalmente hanno aperto i cancelli alle 7:00 in punto e, per oltrepassare i cancelli per Waynapicchu abbiamo dovuto firmare in un libro apportando anche l’ora in cui eravamo entrate.

All’uscita abbiamo dovuto ripetere la stessa cosa, abbiamo scritto l’ora di uscita dai cancelli di Waynapicchu: era il modo per essere sicuri che le persone che erano salite alla montagna ne erano anche ridiscese.

L’entrata per Waynapicchu è limitata a 400 persone al giorno: ogni due ore possono accedere un centinaio di persone e non di più e questo per la semplice ragione che il sentiero e le scale per arrivare alla cima della montagna sono stretti e un ingorgo può essere pericoloso.

Erano le 7:05 e abbiamo iniziato la nostra ‘avventura’.

Waynapicchu è un’altra montagna sacra “Apu” molto importante, dove abbiamo apprezzato le “andenes”, mura di contenimento e abitazioni che non furono mai completate.

Ci siamo arrampicate su oltre 2000 scalini sconnessi per di più rotti, a volte alti oppure bassi, o semplici fori scavati nella roccia.

Il percorso era stretto ma, a differenza dei vari avvertimenti e raccomandazioni di Fanny e di altre persone non era così pericoloso, difatti non c’erano burroni ai lati del sentiero e quasi sempre c’era un passamano d’acciaio che serviva di appoggio e di sostegno tanto in salita quanto in discesa.

Certo per salire e ridiscendere è stato molto faticoso e sicuramente bisogna avere un buon allenamento, ma per il resto è un’avventura che vale la pena fare una volta che si sta a Machu Picchu il Santuario Inka.

Salivamo in mezzo alla foresta con piante selvatiche che in alcuni punti nascondevano il panorama delle montagne e anche il fiume sotto di noi. Ad un certo punto, quasi in cima alla vetta, ci siamo arrampicate su una ventina di scalini alti, stretti e poco profondi, in pratica abbiamo scalato a quattro zampe!

Finalmente, dopo più di un’ora, siamo arrivate in cima alla montagna (circa 2.700 m s.l.m.) e il panorama che si è aperto davanti a noi era immenso, bellissimo!

Machu Picchu santuario Inka

In un attimo erano sparite fatica e aspettative. Lo spettacolo della natura e dell’uomo stavano compensando ogni sacrificio! Eravamo sopra le rovine di Machu Picchu il santuario Inka illuminato dal sole che nel frattempo era sorto.

Abbiamo fatto fotografie alle montagne che si alzavano austere dietro il Machu Picchu il Santuario Inka. Il fiume sembrava un rigagnolo tanto era lontano e piccolo.

Machu Picchu il santuario Inka, nel frattempo si stava affollando dei numerosi i turisti che visti da lassù sembravano tante formiche colorate.

Per quante foto abbia scattato, non credo che ci sia un’immagine che possa rendere l’idea di quello che ho provato nel vedere dall’altura di Waynapicchu quel che ha lasciato, o meglio abbandonato, una popolazione alla fine neanche tanto remota! Ero felice, stanca, ma felice!

Dovevamo rientrare, avevamo appuntamento con le ragazze e Fanny alle 10:00, alla casa del guardiano e si stava facendo tardi.

Machu Picchu santuario Inka
Cincillà

Piano, piano, siamo scese, non con poca difficoltà, fino a oltrepassare in senso contrario i cancelli di Waynapicchu e scrivere, accanto all’ora d’entrata, l’ora di uscita, le 9:30.

Il sito di Machu Picchu il Santuario Inka era già pieno di gente e noi siamo dovute tornare all’entrata, timbrare il passaporto con il timbro di Machu Picchu e accedere di nuovo al santuario passando per gli stessi cancelli che avevamo attraversato prima delle 7:00.

Alle 10:00 abbiamo raggiunto le ragazze alla Casa del Guardiano e, dopo foto, racconti, riposo e tanta acqua, Fanny (di peruresponsabile.it) ci ha guidato nel mondo di Machu Picchu il Santuario Inka.

Il santuario è suddiviso in tre principali settori: Urbano, Agricolo e Fossato Secco.

Il settore Urbano comprende le abitazioni, i templi, le officine, i depositi ecc.

La città ha 8 strade ed è stata costruita in modo di captare la maggior quantità di luce e calore solare.

L’area edificata della città è di 530m di lunghezza e 200m di larghezza.

Machu Picchu santuario Inka

La nostra visita si è svolta soprattutto nel settore urbano.

Siamo entrate dalla strada principale, passando per la porta d’accesso, e abbiamo girato tra le vie.

Abbiamo visitato il Tempio del Sole, una struttura semicircolare costruita sopra una roccia che serviva da altare, il Tempio della Pachamama, le fontane, la casa dell’Inka, la piazza Sacra, il tempio delle Tre Finestre, il Tempio del Condor e il Tempio Principale, dove abbiamo visto una parete in parte rovinata dalle infiltrazioni pluviali. Siamo salite su una collina dove c’era l’Intiwatana, conosciuto anche come Orologio Solare.

Infine siamo arrivate alla Roccia Sacra, una roccia naturale che aveva funzioni rituali perché il suo profilo somigliava alla montagna Yanatin.

Machu Picchu santuario Inka

Insomma, abbiamo visitato la maggior parte del sito archeologico durante il resto della mattinata e ci siamo trattenute fino a quando il cielo si è coperto di nuvole e minacciava pioggia.

Machu Picchu santuario Inka

Alla fine abbiamo salutato Fanny e abbiamo deciso di rientrare ad Aguas Calientes, mangiare un boccone e riprendere il nostro treno, come programmato, per Ollantaytambo, alle 16:00.

Alle 18:00 Roberto ci aspettava alla stazione e ci ha riportato all’hotel “Andenes al cielo”, a Cuzco.

Dopo aver salutato Roberto e lasciati gli zaini in camera, siamo andate a cenare in una pizzeria di fronte all’hotel, della quale proprio non ne voglio parlare…!

Dirò solo che siamo andate a dormire pentite della scelta. Domani mattina sveglia alle 3:20 per Vinicunca le montagne arcobaleno!
 

Consigliato:

  Informarsi sugli orari di apertura dei vari settori del santuario – Essere in forma per la salita a Waynapicchu – Portare bottiglie di metallo per l’acqua

Sconsigliato:

 Portare bacchette per camminare (proibito) – Portare bottiglie d’acqua di plastica (proibito) – La salita a Waynapicchu non è indicata per chi soffre di vertigini o ha problemi cardiaci

 

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